Giuseppe Augusto LEVIS

Giuseppe Augusto levis nacque a Chiomonte il 19.08.1873. Era figlio del geometra biellese

Giuseppe Augusto LEVIS

Giuseppe Augusto LEVIS

Giuseppe, impresario e appaltatore di fortificazioni e opere militari e della chiomontina Eugenie Anfossy, già vedova del notaio George Sollier.
Dopo gli studi al liceo classico di Carmagnola e alcuni anni di frequenza presso la facoltà torinese di Giurisprudenza, si dedicò alla passione per la pittura, alle sue attività di imprenditore agricolo, a numerose cariche pubbliche in ambito locale e provinciale. Dal 1901 prese a risiedere a Racconigi presso la tenuta del “Cajre”, acquistata dal padre e a frequentare la corte, nel locale castello; qui conobbe nel 1909 la zar Nicola II, che reincontrò in Russia nel 1913, per invito dello stesso sovrano, come membro di una Delegazione Torinese di politici e di imprenditori.
Degli inizi della sua attività artistica conosciamo rare tracce risalenti fin dal 1888, ma solo dopo il 1900, in particolare grazie alla cospicua documentazione conservata presso i due fondi pubblici di Chiomonte e di Racconigi, possiamo seguire con sistematica regolarità il suo percorso di ricerca, anche se la sua presenza in pubbliche esposizioni risale già a partire dal 1897. Dal 1901-1902 data l’inizio della sua frequentazione – discepolato presso Lorenzo Delleani, che si interrompe nel 1908, con la morte del maestro.
Nel 1909, quasi a voler ripercorrere le tracce degli interessi artistici del maestro, mancato da poco, Levis visitò l’Olanda, ritraendovi splendide vedute dei porti di Amsterdam e Rotterdam. Nel gennaio del 1912 si recò in Libia, in occasione della guerra. I viaggi e in particolare i periodi trascorsi sui fronti di guerra – oltre alla Libia, bisogna ricordare la sua partecipazione come volontario alla prima guerra mondiale – segnano in qualche modo profonde cesure nel suo percorso artistico.
Dal 1909, appunto, prende avvio il suo percorso di emancipazione da Delleani, che prosegue nel 1912 con la scoperta diretta dell’esotismo e della luce nordafricana, nel 1915-18, con l’esperienza angosciosa e umanamente lacerante delle cupe atmosfere della tragedia bellica; da cui emerge, per moto liberatorio, l’ultima stagione, intensamente espressiva sul piano dell’interpretazione cromatica del paesaggio.
Giuseppe Augusto Levis si spense a Racconigi il 14 giugno del 1926.

I commenti sono chiusi.