Don Bruno DOLINO

Bruno DOLINO, nacque a Susa il 28.05.1940 – Deceduto il 19.10.2002.

Fu ordinato sacerdote il 3 luglio 1966 e divenne parroco delle Ramats nell’ottobre del 1972.

La sua vocazione sacerdotale è sempre stata rivolta agli emarginati della società. In mezzo al disagio giovanile, ai problemi di droga e aids, aveva acquisito una grande esperienza umana portando sempre la parola di Cristo senza predicare unicamente dal pulpito, con l’obbiettivo di educare alla libertà vera, quella dello spirito, e con l’obbiettivo di rendere le persone autonome e capaci di camminare con le proprie gambe.

Le tappe significative della sua esistenza iniziarono a concretizzarsi a 16 anni, quando entrò in seminario dopo aver conosciuto la realtà del lavoro nei campi.

All’ordinazione sacerdotale seguirono le prime esperienze come viceparroco a Vaie, Sant’Ambrogio, Sant’Antonino, e poi l’ingresso nella casa della chiesa del Suffragio a Susa e in parrocchia a Sant’Evasio.

Don Bruno proveniva da una famiglia semplice di lavoratori, la mamma, operaia all’Imp di Susa e contadina, e il papà, vigile del fuoco durante e dopo l’ultima guerra.

Il sociale è sempre stato il terreno prediletto da Don Bruno dove convogliare i suoi sforzi pastorali.

Fin dai primi anni ’70, dall’esperienza dell’accoglienza e della vita comune con giovani che vivevano “fuori famiglia”, nasce l’idea di un’associazione per concretizzare l’idea di un progetto chiamato: “una proposta di liberazione”, che diventerà nel 1979, con atto notarile, un’iniziativa concreta per recuperare e reinserire giovani di entrambi i sessi con difficoltà psicofisiche di inserimento sociale o problemi di tossicodipendenza. Don Bruno lascia l’insegnamento della religione nella scuola per dedicarsi interamente alla cascina che dal 1984 viene chiamata “Parisio” in ricordo del vecchio proprietario. Lavoro e rispetto di se stessi e degli altri stanno alla base di quella vita comunitaria in cascina che è durata 16 anni. Quel “progetto di liberazione” che tutti hanno conosciuto come “Cascina Parisio”, è stato fino all’ultimo nei pensieri di Don Bruno. Egli temeva che, dopo la chiusura di cascina Parisio per difficoltà economiche e a causa della sua malattia che gli invase la vita fin dal 1995, tutto quello per cui aveva vissuto e lottato andasse perduto, non tanto per lui, quanto per i giovani che ancora vi risiedevano. Ancora negli ultimi mesi della sua vita Don Bruno aveva cercato di capire quale potesse essere il futuro di Cascina Parisio e i problemi inerenti ad un passaggio di proprietà. Don Bruno non si era fermato al passato e neppure viveva di ricordi. Proponeva, telefonava e scriveva nonostante le difficoltà che la sua malattia gli imponeva.

Sempre negli anni ’70, partecipò agli scioperi degli operai in valle di Susa e ai blocchi stradali intesi dal movimento dei lavoratori come strumento di lotta non violenta. Nel 1975 un giornalista lo intervistò durante uno sciopero della fame che aveva iniziato per riuscire a risolvere il problema di un giovane che non riusciva a trovare una casa, rivelando il suo modo di essere e di agire per molti versi coraggioso e anticonformista, soprattutto per il ruolo che ricopriva nella chiesa cattolica e in diocesi.

Don Bruno fu anche il presidente della Caritas. In parrocchia alle Ramats viveva con Emanuele ma chi aveva bisogno di lui saliva e trovava sempre un tetto e un piatto da mangiare sulla tavola.

A lui si deve la rinascita della Cappella di Sant’Andrea, alla fine degli anni ’90, con i famosi affreschi quattrocenteschi, restaurati grazie alla sua forte volontà di prete montanaro conoscitore della storia locale e della storia quotidiana degli uomini.

Ha dedicato “La quercia della Rocca”, il suo secondo libro di poesie che non ha fatto in tempo a veder pubblicato, “a tutti i perdenti di oggi che vivono gli ideali di cui si vanteranno i vincenti di domani”. E sulla collina che sovrasta Cascina Parisio la quercia esiste davvero. Era lassù che Don Bruno saliva per meditare e guardare dall’alto quella valle dov’era nato e aveva cercato la strada di Dio e degli uomini.

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