Ammiraglio Giorgio DES GENEYS

Fondatore della Marina FERDINANDO PEDRIALI

Giorgio Des Geneys, nacque a Chiomonte il 29 aprile 1761 da Giovanni Agnes Des Geneys

Amm. Giorgio Des Geneys

Amm. Giorgio Des Geneys

barone di Fenile e Mathie e da Cristina Boutal dei conti di Pinasca, secondogenito di 12 figli.

Già all’età di 12 anni fu arruolato come guardiamarina di 2ª Classe nella Marina Sarda.

Una esigua forza navale che a quell’epoca schierava una piccola fregata (la San Carlo con 32 cannoni e 230 uomini di equipaggio) a cui era affidato il non facile compito di proteggere dalle rapine dei pirati barbareschi gli estesi litorali della Sardegna e il fiorente commercio della contea di Nizza, del principato di Oneglia, della contea di Loano.

Nel 1776, a soli 15 anni Des Geneys fu imbarcato come 2° ufficiale sul cutter Speditivo, il quale poco dopo eseguì una riuscita incursione contro alcune imbarcazioni piratesche tunisine ancorate nella rada di Biserta, facendogli conoscere l’emozione di affrontare per la prima volta il fuoco del nemico.

Nel 1778, ormai diciassettenne, Des Geneys ottenne il grado di guardiamarina di 1ª Classe e compì tre campagne contro i pirati nordafricani, quasi imprendibili per via delle loro snelle imbarcazioni, molto veloci perché spinte da remi e larghe vele latine.

Il primo importante incarico arrivò nel 1783, quando al ventiduenne Des Geneys, promosso per concorso luogotenente di fanteria, fu dato il comando della mezza galera Beata Margherita che, insieme alla gemella Santa Barbara, e ad alcune galeotte e feluconi, fu inviata in Sardegna per difendere gli abitanti delle regioni costiere dalle continue e feroci razzie dei pirati nordafricani.

Il suo primo importante incarico a terra, invece, fu in qualità di aiutante del Viceré della Sardegna.

In guerra contro la Francia

Alla fine del settembre 1792, avendo il Piemonte respinto le richieste della Repubblica Francese, questa occupò Nizza e Villafranca.

Delle navi sarde presenti in quest’ultimo porto, solo la San Vittorio riuscì a sottrarsi alla cattura.

Dopo la fuga Des Geneys cercò invano di convincere Ross a portare la sua fregata nell’Atlantico per condurre una guerra di corsa contro il naviglio francese.

Invece Ross condusse la San Vittorio nel neutrale porto di Genova dove essa rimase in disarmo fintantoché – entrata in guerra anche la Gran Bretagna – poté uscirne sempre con Ross comandante e Des Geneys suo secondo col grado di capitano.

Unitasi alle forze della coalizione antifrancese che difendevano Tolone, quando questa piazza cadde per l’abile strategia del giovane Napoleone Buonaparte, la San Vittorio fu data alle fiamme, mentre il suo equipaggio prendeva il mare sulla più moderna e meglio armata fregata francese Alceste di preda bellica.

Però la nuova nave non portò fortuna.

Infatti non molto tempo dopo essa fu catturata insieme a Ross e Des Geneys dopo un accanito combattimento con una squadra francese.

Liberato nell’agosto 1795, l’anno successivo l’ormai trentacinquenne Giorgio Des Geneys fu nominato comandante del minuscolo Corpo cui la Marina Sarda si era ridotta per effetto della sconfitta subita dal Piemonte a opera dell’emergente Bonaparte durante la campagna d’Italia del 1796.

La difesa di Oneglia

La sopravvivenza di un Piemonte indipendente, per quanto ridotto all’ impotenza, era sgradita alla Repubblica Francese, che nel 1798 cercò di eliminarlo aizzandogli contro fuorusciti politici piemontesi e le forze della Repubblica Cisalpina e di Genova.

Una prima puntata dei fuorusciti nella zona di Pinerolo e una seconda dei cisalpini a Pallanza fallirono per la ferma opposizione di minuscoli contingenti di truppe sabaude.

La terza, condotta il 27 giugno dello stesso anno dalla Repubblica di Genova contro Oneglia, di cui era da poco governatore Des Geneys, assunse invece il carattere di una autentica campagna militare.

Date le forze in campo – 7.000 genovesi con decine di cannoni contro 500 piemontesi e circa 300 volontari onegliesi arroccati entro vecchie fortificazioni – le probabilità di una vittoriosa resistenza erano assai poche.

Coadiuvato da ottimi subalterni Des Geneys invece di attendere passivamente l’urto del nemico, assunse l’iniziativa prima sconcertando i genovesi poi sconfiggendoli con una serie di inaspettati attacchi portati sui loro fianchi da piccoli e audaci contingenti. Il risultato fu clamoroso.

Gli assalitori lasciarono sul campo 300 prigionieri, 5.500 fucili e 37 pezzi d’artiglieria.

Tuttavia l’ occupazione di Oneglia fu solo rinviata. Il 14 giugno 1799, la vittoria napoleonica di Marengo costrinse Carlo Emanuele III a ritirarsi in Sardegna, mentre il Piemonte diveniva un semplice dipartimento della Repubblica Francese.

La lotta alla pirateria nordafricana

A differenza di molti ufficiali piemontesi che accettarono l’arruolamento nell’esercito francese, Des Geneys seguì il Re in Sardegna, dove nel 1801 ebbe il comando della minuscola squadra incaricata della difesa dell’isola.

Le maggiori minacce non venivano però dalla flotta francese, tenuta in rispetto dalla squadra dell’ammiraglio Nelson, bensì dai pirati musulmani, che fatti arditi dalla debolezza delle difese della Sardegna avevano intensificato le loro incursioni.

Nel 1811, nonostante la povertà delle proprie finanze Carlo Emanuele riuscì ad aumentare le forze e gli organici della Marina Sarda, confermando Des Geneys al suo comando con il grado di contrammiraglio.

Riorganizzata la sua flotta in due squadrette forti complessivamente di una galera, due mezze galere e quattro veloci navicelle (1) Des Geneys si dedicò soprattutto alla lotta contro la pirateria.

Governatore di Genova e fondatore della Regia Marina

Dopo la restaurazione Des Geneys ebbe un incarico diplomatico di alto livello nell’ambito del congresso di Vienna, che nel 1814 decretò l’ annessione della Liguria al Piemonte.

Data l’abilità dimostrata anche negli incarichi più delicati l’ammiraglio fu nominato governatore di Genova, ottenendo nel contempo il comando della Marina Sarda, che sotto la sua guida fu rapidamente potenziata con la costruzione delle fregate Commercio di Genova e Maria Teresa da 64 cannoni e della Maria Cristina da 44, della corvetta Tritone da 22 cannoni, dal brigantino Nereide da 14, più alcune golette ed imbarcazioni cannoniere.

Per fornire adeguati quadri alla Marina, Des Geneys promosse l’istituzione della Regia Scuola di Marina, che dal 1816 curò la preparazione dei nuovi ufficiali, una delle radici sulle quali doveva innestarsi l’attuale Accademia Navale di Livorno.

Sebbene fondamentalmente conservatore, Des Geneys fu uomo equilibrato ed aperto alle novità sia tecniche che politiche.

Dopo avere armato la nuova Regia Marina con eccellenti navi a vela, le sole a quell’epoca adatte alle lunghe navigazioni ed ai combattimenti, nel 1834 commissionò a cantieri britannici due piroscafi a ruote, destinati a rendere più rapidi i collegamenti fra Genova e la Sardegna.

La morte raggiunse l’Ammiraglio, Conte e Barone Giorgio Des Geneys il 3 gennaio 1839 a Genova, dove fu sepolto nel tempio dell’Annunziata.

(Biblioteca Comunale E. Alliaudi di Pinerolo)

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